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Il web è diventato d’intralcio a Google e Facebook?

The Next Web:

Internet Service Providers (ISPs) are probably soon going to dictate what traffic can or cannot arrive at people’s end devices. GOOG-FB-AMZN traffic would be the most common, due to their popularity among internet users. Because of this market demand, ISPs will likely provide cheap plans with access to GOOG-FB-AMZN, while offering more expensive plans with full internet access — and it’s already a reality in countries like Portugal.

This would expand even more the dominance the three tech giants already enjoy. There would be no more economical incentive for smaller businesses to have independent websites, and a gradual migration towards Facebook Pages would make more sense. Smaller e-commerce sites would be bought by AMZN or go bankrupt. Because most internet users couldn’t open all the sites, GOOG would have little incentive to be a mere bridge between people and sites. […]

The common pattern among these three internet giants is to grow beyond browsers, creating new virtual contexts where data is created and shared. The Web may die like most other technologies do, simply by becoming less attractive than newer technologies. And like most obsolete technologies, they don’t suddenly disappear, neither do they disappear completely.

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Il mio sito ha bisogno di HTTPS?

La risposta è sì, anche se non contiene dati confidenziali, non raccoglie password, non ha form, o è uno stupido sito con nulla d’interessante dentro. I browser si stanno già attrezzando per screditare i siti senza HTTPS — presto Chrome mostrerà un alert ai visitatori avvisandoli che il sito non è sicuro, e lo farà per ciascun form. Anche per quei form che servono ad iscriversi a una semplice newsletter.

Una fra le molte ragioni a favore dell’HTTPS è che preserva l’integrità di un sito. Avete mai notato come da WiFi pubblici — aeroporti, hotel, etc. — certe pagine web appaiano modificate con pubblicità aggiuntive? Questo perché inseriscono script, contenuti, iframe. Volete che terze entità modifichino a vostra insaputa il layout e il contenuto del vostro sito? Volete che un visitatore pensi che quell’odiosa pubblicità sia stata messa lì da voi?

No, appunto — e con HTTPS non possono farlo.

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Una breve definizione del web

La propone Dieter Bohn:

  • Deve essere linkabile
  • Deve permettere l’accesso a qualsiasi client

Con enfasi sulla seconda:

Links aren’t the complicated part; it’s the part where your thing should allow any client to access it. For the web, that rule is pretty clear: whether you use Chrome or Safari or Edge or Opera or whatever, when you click a link or type in a URL, you get the page you wanted (more or less). Those pages are agnostic to the client. […]

When people talk about the “open web,” agnosticism to the client is really at the heart of it.

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Il web delle relazioni

Zeynep Tufekci riflette su cosa hanno fatto i social network ai blog (blogger) politici, soprattutto nelle zone in cui non c’è molta libertà (Zeynep parla soprattutto della Turchia). Ci sono aspetti positivi e negativi. Di positivo c’è che è molto più difficile censurare e bannare un intero social network rispetto a un blogger isolato, che può essere minacciato con attacchi DDOS e bloccato restando senza molti modi di difendersi:

Unlike a blogger, it’s very hard to isolate and ban Facebook or Twitter. A blogger can be placed in jail, a network of people on a platform with millions of users is much harder. In the past, the people who read the political blogs were mostly political people.

Di negativo c’è che ai social network non interessano davvero i contenuti di quel tipo. I social network sono ottimizzati per consegnare pubblicità, per distribuire contenuti che attirano mi piace:

Despite being populated mostly of dissidents around the world, some in exile, many friends in jail, hiding, or in open rebellion, my Facebook feed sometimes feels like Disneyland.

Un link non è solo un link, ma è una relazione, una connessione fra due persone, scrive Tufekci. E questo web di relazioni è proprio ciò che rischiamo di perderci passando ai social network, passando a un web le cui logiche sono dettate anche dal modello di business del prodotto che utilizziamo per comunicare.

So maybe there is a “link fetishism” that obscures the true heart of a link: it’s a connection between people. The current attention economy and its obsession with numbers — and virality — obscures this core fact about what is beautiful about the web we loved, and one we are trying not to lose. We are here for each other, not just through the fluffy, and the outrageously shareable, and the pleasant and the likable — but through it all. When we write, and link to each other, we are connecting to each other, not merely to content.

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Il web che dobbiamo salvare

Hossein Derakhshan, blogger iraniano, venne condannato nel 2008 a vent’anni di carcere per colpa della sua attività di blogger. Quando sette mesi fa è stato rilasciato in anticipo, si è all’improvviso ritrovato di fronte ad un web totalmente diverso da quello che ricordava e per il quale fu disposto ad andare in carcere — basato su social network, e sempre più centralizzato:

The hyperlink was my currency six years ago. Stemming from the idea of the hypertext, the hyperlink provided a diversity and decentralisation that the real world lacked. The hyperlink represented the open, interconnected spirit of the world wide web — a vision that started with its inventor, Tim Berners-Lee. The hyperlink was a way to abandon centralization — all the links, lines and hierarchies — and replace them with something more distributed, a system of nodes and networks.

Blogs gave form to that spirit of decentralization: They were windows into lives you’d rarely know much about; bridges that connected different lives to each other and thereby changed them. Blogs were cafes where people exchanged diverse ideas on any and every topic you could possibly be interested in. They were Tehran’s taxicabs writ large.

Since I got out of jail, though, I’ve realized how much the hyperlink has been devalued, almost made obsolete.

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L’evoluzione del web

Evoluzione del web — Timeline browser e tecnologie web

Una timeline interattiva che mostra l’evoluzione dei browser e delle tecnologie web che hanno permesso di arrivare al web di oggi.

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aNobii porta il barcode scanner sull’iPhone

Finalmente l’applicazione ufficiale per iPhone di aNobii inizia ad avere un perché e ad esistere non inutilmente. Nata poco più di un mese fa è stata infatti di recente aggiornata con features che la rendono ben più degna di nota, trasformandola in un must have per tutti gli amati della lettura.

Una prima di queste nuove funzioni, e anche la principale, è il riconoscimento del codice a barre presente sul retro dei libri: se fino a ieri vi occorreva copiare il codice ISBN per ottenere titolo e dettagli inerenti ad un volume ora vi basta puntare la fotocamera dell’iPhone (solo ed esclusivamente 3GS) sul codice: l’applicazione vi fornirà tutto quello che desiderate: recensioni, commenti, voti e anche la possibilità di aggiungere il libro alla libreria o alla lista dei desideri.

Una seconda funzione è appunto questa: la libreria e la lista dei desideri del proprio account vengono adesso sincronizzate nel device e rese dunque accessibili anche offline.

Una sola nota dolente, se proprio vogliam trovargliela, è l’icona che poteva essere disegnata decisamente meglio. Comunque è un buon acquisto, se utilizzate il sito (mentre se non lo utilizzate questo è il momento di iniziare). Costa 1,59 ma, se del barcode scanner potete anche fare a meno, la versione Lite è gratis.

[Via eio]

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Facebook sempre e ovunque

(il mio profilo, per chi lo volesse, resta qui. Aggiungetemi pure; a patto di non comportarvi come i pedanti amici del tale del video)

[Via Catepol]

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Ottimizzare il proprio blog per l’iPhone in pochi secondi

Se volete rendere il vostro blog compatibile con il browser dell’iPhone ma non utilizzate WordPress come piattaforma, non potendo utilizzare nessuno dei plugin appositamente creati, dovrete ricorrere a un servizio esterno, a meno che non conosciate i linguaggi per lo sviluppo web.

Nel primo di questi due casi Intersquash potrebbe tornarvi molto utile: si tratta di un’applicazione web che, una volta fornito il Feed RSS, l’icona e il titolo del blog andrà a generare un codice HTML che, dopo essere stato inserito nell’header del proprio sito, reindirizzerà i visitatori che utilizzano Safari Mobile a una versione appositamente ottimizzata per il suddetto browser.

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Apple ridisegna la Startpage

Apple ha ridisegnato la Starpage, ovvero quella pagina che solitamente, acceso un Mac appena acquistato, ci si trova davanti all’avvio di Safari. Una pagina che dovrebbe raccogliere tutte le ultime novità di Apple.com, mostrando le offerte o le news dell’Apple Store, gli ultimi comunicati stampa e, per concludere, le uscite di iTunes.

Purtroppo è disponibile solo in inglese, non in italiano. Tuttavia a volte può tornare utile per controllare cosa ci sia di nuovo sul pianeta mela.

[Via Melamorsicata]

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My Apple Life: organizzare i prodotti Apple su Facebook

Visto che Facebook sembra essere molto di moda in quest ultimo periodo e che, per questa ragione, molti lettori di Mac Blog avranno, magari anche solo da poco, iniziato ad usarlo, segnalo un’applicazione che permette di mostrare ai propri amici il proprio livello di dipendenza dalla mela.

Si chiama My Apple Life e in modo molto semplice consente a coloro che decidono di installarla di creare una specie di inventario dei prodotti Apple che possiedono, dividendoli in tre differenti categorie: quelli che hanno attualmente, quelli che vorrebbero avere e quelli che un tempo hanno avuto.

L’applicazione da anche un voto, calcolato in base al numero di oggetti che si possiedono, che dovrebbe misurare il proprio grado di Apple dipendenza. Carina, a parer mio, nella sua semplicità.

(nel caso vi interessasse qui trovate il mio profilo su facebook e da quest’altra parte quello su My Apple Life)

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Twitter cambia faccia

Twitter ha cambiato la grafica oggi. Anche Friendfeed l’ha fatto. Solo che mentre per quanto riguarda Friendfeed era una cosa risaputa, visto che già si era a conoscenza di come sarebbe stata per il semplice motivo che aveva permesso, a chi lo volesse (prendendo spunto da Faceiook), di utilizzare la nuova interfaccia grafica da un indirizzo apposito per un mesetto prima del suo rilascio ufficiale, per Twitter si tratta di una cosa completamente nuova ed inaspettata.

Tuttavia, almeno dal sottoscritto, anche molto apprezzata. I cambiamenti evidenti, almeno per quel poco che ho potuto constatare, credo siano due:

  • Un attotondamento dei bordi delle pagine.
  • Un’aggiunta di un menù sul lato destro dell’homepage o, forse sarebbe meglio dire, un’evidente rivisitazione del menù del lato destro, in quanto già presente ma ora più pulito, chiaro e con tutti gli elementi ordinati in maniera maggiormente intuitiva.

A questi si aggungono naturalmente altri piccoli cambiamenti, come una leggera variazione della visione singola dei Twitt (es. qui). Purtroppo invece è completamente assente la presenza di nuove funzioni: rimangono le stesse di prima, con nulla di nuovo.

Comunque, lo ripeto, a me piace. Voi cosa ne pensate?

(Link al mio TwitterLink al mio Friendfeed)

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Quali blog tenere in LastMac.com?

LastMac. Chi se lo ricorda? E’ un aggregatore di blog sul mondo Apple che offre al visitatore una visione d’insieme su quello che sta accadendo alla mela, aggregando in un’unica pagina tutti i maggiori blog italiani sull’argomento. Il problema è che i blog sono molti, troppi, e gli spazi a loro dedicati pochi. Sei per la precisione. Tre di questi, in particolare, sono in discussione; ovvero non è ancora certo quali blog mettere al loro interno, ed è da mesi che questi continuano a variare. I blog che infatti potrebbero e meriterebbero di entrare in questi tre posti, sono i seguenti:

Naturalmente solo tre, però, di tutta la lista, avranno la possibilità di essere presenti in LastMac. Se non vi dispiace, vorrei sapere quali sono secondo voi quelli che meritano di essere inseriti, quei tre che vorreste ritrovare ogni volta che visitate LastMac. Elencatemeli nei commenti, se avete voglia; in modo che possa decidere nel migliore dei modi quali blog tenere e quali togliere.

(*) = I blog attualmente presenti nell’homepage

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Nasce Delicious.com: il nuovo Del.icio.us

Del.icio.us cambia nome e si rinnova, diventando Delicious.com e aggiornando in tutto e per tutto la sua veste grafica, oramai un po’ datata.

Trovo bellissima la nuova grafica, ben studiata e molto più chiara della precedente, mi rattristo invece un poco per il cambio di nome, che prima appariva più originale di ora, con il nuovo.

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Map of the World2.0

Forse un po’ confusionaria, ma tutto sommatto abbastanza carina, la cartina geografica del mondo che Appappeal.com ha realizzato facendo un collage dei loghi dei servizi Web2.0 più utilizzati e famosi.

Visitatela, su Map of the World2.0, e scorrendo il mouse sopra ogni singola miniatura potrete scoprire a chi appartiene il logo e, volendo, visitare anche il servzio con un click.

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Paper Web. Il web visto sulla carta.

Prima che un sito prenda vita e forma, prima che il suo codice venga scritto, prima che anche solo le fondamenta vengano poste, è possibile che colui che ha intenzione di costruire il sito si faccia aiutare nella sua progettazione iniziale da semplice carta e penna e disegni uno schizzo di come lo immagina, di come vorrebbe che alla fine risultasse. E così, infatti, è accaduto per molti servizi web utilizzati e conosciuti dalla massa.

Deeplinking ha, partendo da ciò, raccolto in un post una serie di progettazioni su carta che hanno preceduto la nascita di alcuni di questi servizi ora parte fondamentale del Web2.0. Fra questi spicca la presenza di Twitter, Flickr o anche Vimeo.

La galleria, ovviamente, merita uno sguardo.

[Via Downloadsquad]

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Mac Blog + PodiPodi

Ho ricevuto un invito per testare PodiPodi, un nuovo servizio web piuttosto originale (creato da italiani) che aggiunge dei comandi nascosti ai siti internet che decidono di farne utilizzo.

L’obiettivo di PodiPodi, come recita il post scritto dal suo creatore per il lancio, è quello di fornire a chiunque gestisce un sito web un nuovo livello di interazione per i propri visitatori attraverso un’interfaccia non-intrusiva, semplice da usare e basata su linea di comando. Il principio base è quello del gadget (come i google gadget o le applicazioni di facebook) che ognuno può aggiungere al proprio sito o blog con semplicità.

La cosa particolare di PodiPodi è che inizialmente è nascosto agli occhi del visitatore; l’interfaccia del servizio infatti si attiva solo dopo una pressione contemporanea dei tasti Shift e Spazio: a seguito di ciò verrà avviato un box (in alto alla pagina) in cui sarà possibile scrivere diversi comandi (impostati dal proprietario del sito dall’area di amministrazione del servizio) che risponderanno a determinate esigenze. Vi è, tanto per fare un esempio, un comando che permette la ricerca di informazioni su Google, ovvero google seguito dal termine di ricerca (es. google apple), che aprirà un secondo box, a sua volta in ajax, in grado di mostrare i risultati trovati in rete. Come questo, naturalmente, di comandi ve ne sono molti altri (una lista è visibile a fine articolo o direttamente da PodiPodi, se attivato, scrivendo Help).

Personalmente PodiPodi mi è piaciuto fin da subito, per la grafica, per la semplicità e per la sua assenza e allo stesso tempo presenza (ovvero il fatto di poter scomparire e apparire con un semplice comando). Purtroppo per ora il servizio è ancora in beta dunque, se voleste a vostra volta aggiungerlo sul blog (o sito), dovrete attendere l’arrivo di un invito per il beta testing (che come sempre è possibile richiedere dalla home del sito).

Di seguito pubblico una lista dei comandi che il servizio è in grado di riconoscere. Una lista che si può anche ottenere scrivendo Help nel box di comando.

Shift+Space: Open/Close Podipodi box
ESC: Close Podipodi box and opened services
bookmarks: display a list of websites saved by the site’s owner
calculate [expression]: calculate the result of a simple mathematical expression.
flickr [terms]: Search pictures on Flickr, don’t type any search term for this site’s pictures
google [terms]: search the web through Google
google images [terms]: search images on the web through Google
help: discover available commands on this site
info: get additional information about this website
open [section]: Open a section of this site
say [words]: say something (useless commnand…)
send comment: send a comment to the owner of this website
sitemap: browsable sitemap
tell a friend: tell a friend about this website
youtube [terms]: search videos on youTube

Ah, e se ancora non l’avessi fatto: Avvia Podipodi.

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.Mac verrà rilanciato assieme all’iPhone 2.0

Penso di essermi già lamentato abbastanza, in passato, di quanto il servizio .Mac sia arretrato rispetto alla concorrenza, o se non altro di come gli aggiornamenti ad esso siano scarsi e veramente rari. Una cosa che non ci si aspetterebbe, soprattutto visto il costo del pacchetto, di 99 euro l anno, che se non altro dovrebbe garantire una qualità pari a quella di simili servizi gratuiti di altre aziende. Nonostante questo io ne sono abbonato. Forse e soprattutto perchè oramai è da alcuni anni che lo utilizzo come email principale e, non avendo la minima voglia di cambiare l’indirizzo che oramai tutti conoscono come tale, continuo a rinnovare l’abbonamento.

Sembra tuttavia che vi siano novità in vista per il sito o che, meglio, vi saranno novità non appena uscirà l’iPhone 2.0, ovvero durante il WWDC. Questo poichè come si è visto da alcuni screenshot e rumors di giorni fa l’applicazione Mail dell’iPhone 2.0 dovrebbe consentire la ricezione Push delle mail, con gli account .Mac. Ma questa, a quanto sembra, non sarà l’unica novità introdotta: vi sarà infatti aggiunta la sincronizzazione On the Go, direttamente dal device al sito, della posta, dei contatti e dei calendari, e in più un software che la permetterà anche su Windows (dunque una specie di iSync per l’OS di Redmond).

Non male. Anche se si poteva sperare in qualche novità in più.

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World Wide Mac si rinnova

Una settimana fa o poco più ho lavorato un po’ su World Wide Mac, un sito da me creato oramai un anno fa che permette di mettere in comunicazione i Mac Users fra loro. In altre parole, un Sociale Network per soli Mac User. Vi invito, se avete voglia, a visitarlo ed iscrivervi, in modo da popolarlo un po’ e dargli un po’ di vita, visto che per ora è piuttosto spento (nonostante abbia circa 200 iscritti).

Vi ripropongo di seguito il post che ho scritto sul blog ufficiale del servizio, nel quale ho elencato le novità introdotte con il recente “update”.

Ammetto di aver a lungo trascurato World Wide Mac, abbandonandola. Ora però, da una settimana a questa parte, ho deciso di riprenderla in mano e di ridargli una nuova vita. La comunità è quasi del tutto spenta, non vi sono discussioni o movimenti al suo interno, ma io voglio lo stesso lavorarci sopra e chissà che, fra un po’, non comincerà ad animarsi.

In queste due settimane circa, dunque, in cui gli ho dedicato un po’ di attenzione ho innanzitutto cambiato totamente la grafica, che ora è molto più semplice e pulita della precedente. Non sarà un capolavoro, ma è minimalista, e a me piace; non so voi. Anche il logo è nuovo. Simile a quello precedente, ma migliore, per quel che ne penso. Nulla di complesso nemmeno quello comunque.

Per quanto riguarda le funzioni ne sono state aggiunte giusto oggi tre completamente nuove: Events, Notes e Gadget. Events permette di segnalare eventi alla community, gestirli e controllare chi vi partecipa. Una specie di agenda comune per eventi sul mondo Mac. Sarebbe bello se in futuro venisse utilizzata per gestire appuntamenti di Amug o altre iniziativa che riguardino la mela. Notes invece è una specie di Wiki pubblico. Per ora però è solo in beta e non ha una funzione precisa. Per finire, tocca a Gadget, che è una galleria di widget da inserire nel proprio profilo pubblico. Questi permettono di integrarlo con i vari servizi web. Un esempio? La possibilità di mostrare le canzoni più riprodotte su Last.fm.

Un’altra novità recente è stata l’introduzione di nuove domande nel profilo degli utenti. Queste nuove domande contribuiscono a creare un database dettagliato dei vari user, fornendo informazioni sul perchè usano Mac, da quanto tempo lo usano, cosa gli piace di Apple, cosa non gli piace, e altre cose simili. Se ancora non l’avete fatto, dunque, corrette ad aggiornare il profilo e rispondere a queste nuove questioni.

Termino avvisandovi che un po’ di tempo fa, circa un mese, è stata introdotta un’altra nuova funzione non annunciata da nessuna parte: Groups. Groups permette di creare dei gruppi di utenti che fanno parte del Social Network. Un gruppo può essere per esempio intitolato iPod e contenere al suo interno tutti coloro che utilizzano un iPod. Ogni gruppo è formato da un forum, con il quale parlare e scambiarsi idee.

Spero vi piacciano le novità, e ricominciate ad utilizzare World Wide Mac. Caricare foto, pubblicare video, scrivere pensieri, gestire il profilo, utilizzare il forum, segnalare eventi, commentare e fare tutto quello che volete.

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Flickr Guckn. Effetto CoverFlow su Flickr.

L’effetto CoverFlow introdotto da Apple inizialmente in iTunes sta ottenendo e ha ottenuto un sacco di successo, portando molti sviluppatori di applicazioni a introdurlo, utilizzarlo e farlo proprio. Non solo di applicazioni per Mac, ma anche di web application, di siti web, che lo adottano come effetto grafico.

Un esempio è Guckn, un sito che si appoggia a Flickr permettendo agli utenti di visualizzare le proprie fotografie in stile CoverFlow. Il suo funzionamento è piuttosto semplice:

  • E’ possibile vedere dall’homepage le ultime 100 fotografie caricate su Flickr
  • Oppure vedere le proprie ultime 100 fotografie, aggiungendo all’url di base del servizio quello del proprio profilo su Flickr. Per esempio guckn.com, nel mio caso, diventa guckn.com/photos/cortifilippo/

Non sarà utilissimo, ma l’effetto finale è proprio bello. Dalla sua c’è che il sito si trova ancora a uno stadio embrionale, e con futuri updates la sua utilità potrebbe aumentare. Non sarebbe male se per esempio venisse aggiunta la possibilità di creare widget “coverflow” da inserire nel proprio sito.

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Non ne hai avuto abbastanza?

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