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Perché Uber è stato bloccato a Londra (l’applicazione non c’entra nulla)

In due diverse email, inviate a tre giorni di distanza l’una dall’altra, Uber mi ha chiesto di firmare una petizione contro la decisione della Tfl (Transport for London) di non rinnovargli la licenza — che scadrà a breve — che li autorizza ad operare a Londra nei prossimi 4 anni.

Lo dico da utente regolare (praticamente settimanalmente) di Uber: la decisione è giusta, e la lettera non gliela firmo. Uber offre un servizio comodo e utile, oltretutto a un prezzo vantaggioso, e da sempre riesce a sfruttare l’indignazione dei suoi fedeli utenti per giustificare a autorità di controllo varie i suoi comportamenti controversi e il suo totale disinteresse nel rispettare qualsiasi regola.

La decisione della Tfl non è dovuta, però, come Uber vorrebbe al solito far credere, a un fastidio verso il suo modello di business — a un astio nei confronti della startup innovativa che si ritrova a competere con il vecchio modo di fare le cose e i suoi ordini.

C’entrano invece due cose, come spiega London Reconnections. Nessuna di queste due è l’app o il servizio che Uber offre.

Uber — in quanto azienda di taxi privata — è obbligata a riportare di persona alla polizia, e rapidamente, qualsiasi crimine serio si verifichi durante uno dei suoi viaggi. In un report del 12 Aprile scorso la Metropolitan Police ha informato la Tfl che in più occasioni Uber ha gestito e risolto internamente crimini gravi (gravi, ovvero: un autista con pistola, e molestie sessuali), senza riportarli direttamente alla polizia che per questo ne è venuta a conoscenza con diversi mesi di ritardo. Nella lettera, si legge che:

The facts are that on the 30 January 2016 a female was sexually assaulted by an Uber driver. From what we can ascertain Uber have spoken to the driver who denied the offence. Uber have continued to employ the driver and have done nothing more. While Uber did not say they would contact the police the victim believed that they would inform the police on her behalf.

On the 10 May 2016 the same driver has committed a second more serious sexual assault against a different passenger Again Uber haven’t said to this victim they would contact the police, but she was, to use her words, ‘strongly under the impression’ that they would.

Di per sé, basterebbe a far cadere uno dei pilastri del marketing dell’azienda: che esista per offrire un servizio sicuro, con autisti privati che arrivano sotto casa e ti portano all’ingresso della destinazione.

Uber ha anche sviluppato un programma interno per evitare di venire controllata, Greyball. Non si sa bene in quali occasioni l’abbia usato, e non si sa bene in che modo, ma il programma essenzialmente permette di taggare certi utenti internamente così che questi vedano, invece della vera mappa, una mappa finta — brevemente: Greyball serve a rendere difficili i controlli random degli ispettori.

Nulla di tutto ciò ha a che fare con il servizio che Uber offre, ma al contrario con un modus operandi tipico di Uber — che come un bullo sfrutta l’indignazione degli affezionati utenti per fregarsene di qualsiasi regola. È la declinazione peggiore e più estrema del move fast e break things californiano. Come sottolinea London Reconnections, però, è difficile che questa tattica funzioni con Tfl:

TfL aren’t just a transport authority. They are arguably the largest transport authority in the world. Indeed legislatively speaking TfL aren’t really a transport authority at all (at least not in the way most of the world understands the term). TfL are constituted as a local authority. One with an operating budget of over £10bn a year. They also have a deep reserve of expertise – both legal and technical. […]

In almost every other jurisdiction they have operated in Uber have been able to turn their users into a political weapon. That weapon has then been turned on whatever political weak point exists within the legislature of the state or city they are attempting to enter, using populism to get regulations changed to meet Uber’s needs. The situation in London is unique, simply because there is only one weak point that can be exploited – that which exists between TfL and the Mayor.

L’unico risultato della decisione della Tfl sarà che finalmente Uber dovrà adeguarsi, nonostante il numero di firme e utenti indignati.

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L’iPad della metropolitana di Londra

Alcuni screenshot delle applicazioni per iPad che Transport of London ha realizzato internamente per il suo staff, per monitorare lo stato della Tube e gestirla.

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London Travel Guide: guida interattiva su Londra per iPhone

Se possedete un iPod o, anche meglio, un iPod Touch e avete in programma un viaggio a Londra Coolgorilla, azienda che si occupa dello sviluppo di applicazioni per dipositivi mobili, ha realizzato una soluzione innovativa per visitare e conoscere bene; vale a dire la London Travel Guide: una guida interattiva per Londra disponibile in tre differenti versioni:

  • Una per iPod, basata su una serie di podcast audio/video scaricabili attraverso iTunes
  • Una per cellulari
  • Una per iPod Touch e iPhone, accessibile via web, quando vi è naturalmente disponibilità di connessione.

[Via MobileBlog]

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L’iPhone arriva a Londra


Da ieri Apple ha iniziato a vendere il suo iPhone anche in Inghilterra. Come partecipare all’evento se non andando a Londra, nell’Apple Store più grande, quello di Regents Street?

Macitynet lo ha fatto e, in un resoconto ricco di fotografie, ha raccontato tutto quello che è successo durante la giornata, prima che le porte dello store si spalancassero alle 18.05 e iniziasse la vendita dei dispositivi. Nella lunga coda formatasi al di fuori dello store, di Mac Users impazienti di diventare presto anche iPhone Users, se ne sono viste di tutti i colori, come gente disposta a spogliarsi o leccare il marciapiede pur di vincere la gara indetta da Cloud (Wi-Fi) per intrattenere i presenti.

Durante tutta la giornata, tutto il tempo di attesa, inoltre, sono state distribuite felpe, pizze da PizzaExpress e caffè da Starbucks. Poi, il negozio, ha aperto luscio e la marea di persone si è riversata dentro. E per questo ci sono le foto, che documentano bene tutto.

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