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Interfacce con carta e penna

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Interfacce con carta e penna

L’altro giorno il team che si occupa del design di Airbnb ha pubblicato un articolo su un tool sviluppato internamente che trasforma i wireframes in interfacce fatte e finite. Utilizzando la style guide interna, il tool è in grado di riconosce le forme che il designer ha disegnato su carta, e di associarle a uno dei componenti esistenti.

Nel video d’apertura un simile esperimento, di un tool che funziona uguale, ma che risale a vent’anni fa.

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L’estetica di Airbnb

Davide Coppo:

Spesso mi capita di utilizzare la app sul mio telefono nello stesso modo in cui consulterei una rivista di arredamenti, e Airbnb, effettivamente, in parte lo è: ha una sua estetica peculiare, un suo gusto, una sua ideale palette cromatica. Seleziono il parametro “ovunque”, quello “in qualsiasi momento”. Trovo case in Puglia e Canada e Cile. Le guardo: sono simili. L’estetica, in realtà, è soltanto uno dei fattori in gioco. L’altro, comunque estremamente importante, è quello che potremmo definire sentimento. È una sensazione di comfort, di «sentirsi a casa». Lo ritroviamo anche nel claim di Airbnb. «Belong anywhere» è un’espressione che l’italiano non riesce a tradurre con la stessa intensità del corrispettivo originale: è certamente, nelle intenzioni della compagnia, un claim positivo. Ovunque tu vada, avrai la sensazione di appartenere a quel posto.

Le ultime due volte che ho usato Airbnb le case affittate non appartenevano a una persona ma a un’agenzia o business che affittava stanze tramite Airbnb, come ho scoperto una volta arrivato sul luogo. L’arredamento era appunto identico, perlopiù IKEA, e abbastanza noioso. Volevo stare in un’appartamento “vero” del luogo, e sono invece finito dentro un hotel decentralizzato.

È una deriva della promessa iniziale — Airbnb dovrebbe fare di più per evitare questo tipo di abusi (né sono giusti da un punto di vista legislativo).

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