Ci siamo seduti?

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Ci siamo seduti?

Nel suo ultimo libro, The Complacent Class, Tyler Cowen — blogger ed economista — sostiene che la società americana abbia smesso di rischiare e si sia seduta — preferendo miglioramenti marginali a tecnologie pre-esistenti piuttosto che cambiamenti radicali, il che ha contribuito col portare l’economia a una situazione di stagnazione. A cambiamenti radicali nel modo di creare, consumare e organizzare l’informazione si sono affiancati cambiamenti marginali nel mondo fisico: treni, aerei, infrastruttura, ad esempio, non sono progrediti di pari passo con il mondo virtuale.

Secondo Tyler, questo ritmo di ‘non cambiamento’ non è sostenibile:

The Complacent Class argues that this cannot go on forever. We are postponing change, due to our near-sightedness and extreme desire for comfort, but ultimately this will make change, when it comes, harder. The forces unleashed by the Great Stagnation will eventually lead to a major fiscal and budgetary crisis: impossibly expensive rentals for our most attractive cities, worsening of residential segregation, and a decline in our work ethic. The only way to avoid this difficult future is for Americans to force themselves out of their comfortable slumber—to embrace their restless tradition again.

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La CIA ha sviluppato dei sistemi per accedere alle telecamere e ai microfoni di smartphone e Smart TV

Wikileaks ha rilasciato più di 8.000 documenti provenienti dalla CIA che descrivono la capacità dell’agenzia di accedere e prendere il controllo di microfoni e telecamere di smartphone, smart TV, computer, etc. senza che i loro utenti se ne accorgano.

Scrive il Washington Post:

In the case of a tool called “Weeping Angel” for attacking Samsung SmartTVs, Wikileaks wrote, “After infestation, Weeping Angel places the target TV in a ‘Fake-Off’ mode, so that the owner falsely believes the TV is off when it is on, In ‘Fake-Off’ mode the TV operates as a bug, recording conversations in the room and sending them over the Internet to a covert CIA server.”

Siccome questi malware riguardano il sistema operativo/device e non l’applicazione in uso dall’utente, tramite essi la CIA è riuscita praticamente a bypassare la sicurezza di Signal, WhatsApp, Weibo e Telegram.

Il tipo di attacco è differente in natura dai precedenti rivelati da Snowden: mentre quelli erano di mass surveillance — non relativi a una persona o a un device specifico —, quest’ultimi si focalizzano su device mirati.

In un certo triste modo, seppur in minima parte, il leak potrebbe anche non essere del tutto una notizia negativa: dimostra che il crittaggio end-to-end funziona, e che sta spingendo la CIA ad attacchi più mirati, verso persone specifiche, invece che a collezionare indiscriminatamente i dati dei cittadini.

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I prossimi iPhone avranno una porta USB-C?

Secondo un articolo del Wall Street Journal i prossimi iPhone abbandoneranno la porta proprietaria Lightning a favore di una porta standard USB-C.

Gruber non ne è convinto — e ha persuaso anche me che non succederà:

If Apple had any plans to switch from Lightning to USB-C, why wouldn’t they have switched last year with the iPhone 7, when they started making tens of millions of pairs of Lightning ear buds? Why did they put a Lightning port on the AirPods case? My expectation has been that iPhones will neverswitch to USB-C — that Apple would stick with Lightning until they can do away with external ports entirely.

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Logobook

Un catalogo di loghi belli, organizzati per categorie (tipografici, con animali, geometrici, etc.).

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OverSight

Applicazione

OverSight

OverSight è una piccola utility sviluppata da Objective-See per monitorare l’uso e l’accesso alla videocamera e al microfono integrati nel Mac; l’app invia una notifica ogni volta che questi si attivano.

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Supporta Bicycle Mind — se ti piace, ovvio, eh — così: acquistando su Amazon (partendo da qua), abbonandoti alla membership o con una donazione. Leggi di più

Milanote

Sto provando da un paio di settimane Milanote, un’applicazione che aiuta a organizzare e mettere in relazione appunti, note testuali, link, immagini, etc. senza confinare l’utente a un layout rigido.

La fase di ricerca, iniziale, di scrittura di un testo lungo può rivelarsi difficile da portare avanti solamente su computer: spesso è necessario avere una visione d’insieme di quello su cui si sta lavorando, ma l’organizzazione per documenti, pagine web e file rende difficile avere tutto sott’occhio.

Milanote serve a quello: organizza gli appunti dentro “cards” — disposte spazialmente su una “board”.

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Il W3C ha approvato uno standard per sottolineare e commentare il web

W3C:

Many websites already allow comments, but current […] systems rely on unique, usually proprietary technologies chosen and provided by publishers. Notes cannot be shared easily across the Web and comments about a Web page can only be saved and viewed via a single website. Readers cannot select their own tools, choose their own service providers or bring their own communities.

Il W3C ha iniziato a scrivere una specifica, uno standard, per annotare le pagine web.

La notizia è eccitante sia perché significa che sarà finalmente possibile annotare, commentare, sottolineare una pagina web nativamente, senza bisogno di uno script o plugin aggiuntivo — la funzionalità sarà supportata dal browser! —, sia perché nel farlo i dati verranno salvati secondo uno standard, e quindi saranno condivisibili e riutilizzabili senza limitazioni: apparterranno al lettore, a chi li lascia, invece che alla piattaforma utilizzata per commentare (es. Disqus), al sito (es. Medium), o alla piattaforma di distribuzione (es. Kindle).

Immaginate se gli highlights del Kindle (ebook = pagina web, di fatto) invece di stare chiusi dentro l’ecosistema di Amazon appartenessero a voi, e stessero in un altro posto assieme a tutte le altre cose che vi siete salvati, condivisibili con altri lettori e riutilizzabili con altri contenuti.

Come spiega Hypotesis, l’aspetto eccitante della specifica del W3C è proprio questo: che le annotazioni stanno altrove rispetto al documento a cui fanno riferimento:

While many applications, from PDF readers and Google Docs to the Kindle, support some kind of annotation functionality, what the W3C formalized yesterday is fundamentally different. The W3C architecture provides for a model where annotations live separately from documents and are reunited and reanchored in real-time whenever the relevant document is present. The benefit of this is that annotations now come under the control and election of the user, rather than at the sole discretion of the publisher. Whereas previously annotation was likely a solitary act when implemented in a native app, or the most public act when it took place in a Disqus or Livefyre comment widget, web annotations will allow users to form communities freely, and those communities can extend across any internet-connected document, whether in HTML, PDF, EPUB, or other formats.

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Ci siamo spostati su AWS

In teoria — dopo i due giorni offline e minori malfunzionamenti — il blog dovrebbe essere di nuovo online.

Ha cambiato hosting: da MediaTemple a AWS. Una volta decifrati gli acronimi e i nickname inutili che Amazon dà ai suoi servizi (qua un sito utile che fa esattamente quello), e una volta capito dove stanno le opzioni in un’interfaccia davvero mal fatta, AWS diventa abbastanza facile da configurare per WordPress. Spero di avere trovato una soluzione alle sofferenze di un hosting condiviso (un paio di mesi fa ho spostato anche il mio sito personale su AWS).

Magari in seguito raccoglierò in maniera più dettagliata come installare/mantenere WP su AWS (dato che mi servirebbe avere queste cose scritte da qualche parte), nel frattempo — per riassumere — al momento questo blog usa:

  • Elastic Beanstalk (simile a Heroku)
  • EC2
  • RDS per il database
  • Route 53 per i DNS
  • S3 e CloudFront per gli assets

Come conseguenza, dovrebbe essere tutto molto più veloce ⚡️

Il prossimo passo sarebbe cambiare tema — ma quello non avverrà a breve!

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Perché un’iPad più grande funzioni, iOS deve cambiare

Jason Snell:

Drag and Drop. Do I even need to say it? It’s the missing piece of iPad multitasking, and that’s been clear since day one. Here’s hoping that Apple introduces Drag and Drop between apps in Split View and Slide Over in the next major update to iOS.

Mission Control for iPad. An easier way to think of improving multitasking on iOS is to consider Mission Control on the Mac. Yes, iPad users can four-finger swipe left and right to change apps, which is similar to how it works on the Mac. Rather than a stack of cards, I’d like the iOS app switcher to display a zoomed-out view, more like what happens when you pinch closed a Safari window. That view could also be used as an interface for doing other advanced multitasking things like collecting pairs of Split View apps together and letting you switch between them with just a few gestures.

Due cose, fra le altre menzionate da Jason, che sarebbe utilissimo iOS avesse — su iPad. Per il momento, personalmente, ho rinunciato all’iPad: lo usavo come un iPhone grosso, quasi mai come sostituto del Mac.

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Alexa su Mac

Se siete tentati da Echo, ma volete — prima di acquistarlo — provare Alexa, scaricate Reverb.ia: un’app che porta Alexa (e le sue Skills) sia su Mac che su iOS.

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Google uProxy

Google uProxy è un’estensione per Chrome e Firefox per aggirare i blocchi e la censura locale di internet, creando una rete parallela e sicura sfruttando le connessioni dei propri amici:

When you are getting access from a friend, all the web traffic from your browser first travels encrypted to your friend’s computer and from there, to the Internet. This means that, to most websites, the request will appear to be coming from your friend’s computer, and someone monitoring your connection will only see that you have a secure connection to your friend.

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Data Selfie

Un’estensione di Chrome che vi osserva mentre state su Facebook — per poi rivelarvi i dati che a sua volta Facebook colleziona su di voi, e come (in base a questi) vi classifica.

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Planet of the Apps

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Planet of the Apps

Che orrore! Ma una cosa più down to earth ma realistica invece di un programma che letteralmente dice ‘gli sviluppatori sono le rockstar del momento’?

(Mi trova totalmente in disaccordo questa decisione di Apple di mettersi a produrre contenuti per Apple Music — in teoria, la trovo una distrazione, in pratica — visti i trailer dei primi risultati — direi che se ne faceva volentieri a meno. Sembra Sky.)

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Internet, così com’era nel 1996

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Internet, così com’era nel 1996

Qualcuno ha caricato su YouTube (partendo da un VHS) uno show del 1996 che insegna come accedere con il proprio computer a questo nuovo “internet” di cui si parla.

In this tutorial, we’ll take a look at the differences between The Internet and The World Wide Web, the differences between commercial OnLine Services such as the Microsoft Network, Prodigy, or America Online and the Internet, how to get connected to the Web, how to use something called a Web browser to navigate the Web, what a Web Page is, and how to search, locate, and download all types of files, from information files to video and audio files.

(via kottke)

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Facebook accetta password leggermente sbagliate

Da Hacker News:

In addition to the original password, we also accept the password if a user inadvertently has caps lock enabled, if their mobile device automatically capitalises the first character of the password, or if an extra character is added to the end of the password.

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Retro Patents: poster vintage di brevetti moderni

Posters di brevetti – c’è il mouse del primo Mac, l’iPhone e il Kindle fra cui scegliere. Bellissimi:

Discover limited edition vintage patent prints that helped shape the technology, design and gaming industries. From IBM’s vacuum tube computers to Nintendo’s first cartridge based gaming consoles.

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The Art of Design: una nuova docuserie di Netflix sul design

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The Art of Design: una nuova docuserie di Netflix sul design

8 episodi, arrivano il 10 Febbraio.

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Tecniche di deep learning per capire quando il tuo capo si sta avvicinando alla scrivania

Un diabolico side project di Hironsan:

I feel awkward when my boss is creeping behind. Of course, I can switch the screen in a hurry, but such behavior is suspicious, and sometimes I don’t notice him. So, in order to switch the screen without being suspected, I create a system that automatically recognizes that he is approaching to me and hides the screen.

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Il problema di Android con le emoji

La maggioranza dell’utenza Android non vede le emoji introdotte con Unicode 9, nonostante Google sia stata molto rapida nell’inserirle dentro l’ultima versione di Android. Al posto delle nuove emoji, vedono rettangoli vuoti. Jeremy Burge di Emojipedia spiega perché:

New emojis are bundled with system updates for iOS and Android, as emoji fonts and relevant Unicode support is provided at an OS level.

This system should work well, but the weak link is relying on manufacturers to provide updates in a timely manner.

Aggiornamenti che non arrivano mai, al punto da spingere WhatsApp ad utilizzare le emoji di Apple su qualsiasi piattaforma:

Snapchat, Messenger, WhatsApp, Telegram and Slack all use emoji-replacement images on Android; in a trend started by Twitter with Twemoji which was released when the most popular browser on Windows (Chrome) didn’t include emoji support.

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Non ne hai avuto abbastanza?

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