Claps

Dave Winer su Medium 3.0, la cui differenza principale è l’aver rimpiazzato il like con degli applausi — che uno può applicare infinitamente e ripetutamente allo stesso articolo. Gli (mi) sembrano un po’ agli sgoccioli:

We’re in the long tail of the demise of Medium. They’ll try this, and something else, and then another thing, each with a smaller probability of making a difference, until they turn it off. At that point, if that happens (disclaimer: I’m often wrong), it will be a disaster. A lot of important stuff was published on Medium over the years.

Winer suggerisce a Medium un’altra via, prima di gettare la spugna: smettere di essere una piattaforma chiusa (con obiettivo unico quello di monetizzare il contenuto degli scrittori che attraggono), e diventare un software aperto, una base, sulla quale altri possano costruire.

Come sottolinea Nick Heer, molte delle testate che Medium era riuscita a convincere a passare alla sua piattaforma, meno di un anno fa, se ne sono andate o hanno intenzione di farlo — perché i loro contenuti si perdono dentro Medium, dove tutto si somiglia:

Earlier this year, Film School Rejects and Pacific Standard moved away from the platform; this month, the Awl announced that they went back to WordPress with their old custom theme. The Ringer and Backchannel also left Medium. Once again, I can tell those sites apart from each other.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *