Il futuro dei libri è nel browser?

Pelican Books è la collana di saggistica di Penguin Books. Venne fondata nel 1937, con l’intento di pubblicare volumi che illustrassero con una prosa semplice argomenti complessi e importanti. Lo scorso Aprile Penguin ha deciso di rilanciare la collana, chiusa nel 1984, con particolare attenzione verso gli ebook e il digitale.

A fianco del classico .epub, Pelican ha presentato pelicanbooks.com. Il sito permette acquisto, lettura e “consumo” dei (cinque, per ora) titoli disponibili. L’utente non scarica un file, ma a seguito dell’acquisto ottiene l’accesso al sito — dal quale può leggere il contenuto del libro. La fruizione è molto piacevole — ricorda Medium come impaginazione — e Pelican è stata attenta nell’offrire gli strumenti fondamentali di cui un lettore necessita durante la lettura di un libro. Il sito permette di sottolineare e salvare passaggi (oltre che condividerli), ricorda la posizione di lettura ed è, ovviamente, responsivo: risulterà leggibile sia da Mac che da iPhone.

La scommessa di Penguin è semplice: che il futuro del libro stia nel browser. Un modello che presenta anche degli svantaggi: i dati (es. annotazioni) e i libri stessi rimangono chiusi dentro pelicanbooks.com, e di fatto il lettore non possiede nulla se non l’accesso ai contenuti del sito. Una sorta di libro con paywall che funziona bene nel caso di Pelican e nel campo della saggistica — provo a ipotizzare — ma avrebbe forse meno fortuna in narrativa.

Scegliendo questa strada — evitando l’.epub — Pelican ha evitato anche i limiti dell’.epub. Limiti dovuti più al device che al formato stesso. L’ebook reader più diffuso (Kindle) è in bianco e nero, con tipografia bruttissima. I singoli titoli non ricevono alcuna particolare attenzione o cura, e si somigliano tutti perché la possibilità di distinguersi è minima. Al contrario, sviluppando per il browser l’editore ha più opzioni nel creare un ebook. Potrà finalmente scegliere una tipografia adeguata. Avrà la stessa libertà creativa che ha nel progettare un libro di carta — e potrà riporre nell’ebook la stessa attenzione e cura. Due esempi di libri costruiti attorno al browser: The Shape of Design di Frank Chimero, o Practical Typography di Butterick. L’esperienza di lettura non è inferiore a quella di un .epub — anzi, direi il contrario. Due cose che funzionano meglio nel libro di Chimero e Butterick: le note a piè di pagina e i link.

L’esperimento di Pelican mette il browser al centro dell’esperienza di lettura: del resto i tablet sono più diffusi del Kindle, e il browser permette a un libro di essere fruibile ovunque — e in maniera simile su ogni device. Si può iniziare a leggere “Economics: The User’s Guide” (uno dei titoli di Pelican) da Safari, su Mac, per poi continuare sull’iPhone e più tardi proseguire dall’iPad. Il tutto digitando un indirizzo. Un libro, la stessa esperienza di lettura su ogni dispositivo, fluida e coerente.



Pelican ha iniziato a costruire i suoi ebook domandandosi quale ruolo assuma la copertina di un libro, quando questo è digitale. La copertina è la prima cosa che vediamo ogni volta che prendiamo in mano un libro di carta, ma è ridotta a una thumbnail visibile quasi solamente al momento dell’acquisto nel caso degli ebook. È al centro dell’attenzione nei libri di carta, nascosta e poco curata negli ebook. Ne ha parlato Matt Young (designer di Pelican) a Fast Company:

When reading a book in print, we interact with the cover every time we open and close the book – we see it all the time, it reinforces our perception of the book in our minds. Whereas when reading an ebook, the cover often has a much smaller role to play – reduced to a thumbnail, and sometimes never seen again once the book has been purchased. With Pelican, the cover is echoed throughout the entire book: each chapter begins with a full-page/full-screen chapter opener, acting as an important visual signpost and echoing the cover, reinforcing the brand and the series style.

I libri su browser di Pelican provano a andare oltre la copertina — vista la perdita d’importanza, e di posizione — cercando invece di rendere riconoscibili le singole pagine. Pelican ha costruito uno “stile grafico” che il lettore ritrova e riconosce in tutte le pagine di un libro: l’azzurro che contraddistingue la collana si ritrova nei passaggi evidenziati, o come bordo della finestra del browser. L’ebook non è più anonimo — date le scelte tipografiche, o quelle minime di layout, non fastidiose ma sempre a vantaggio della leggibilità — ma ha uno stile ben definito. È evidente come l’editore vi abbia riposto la stessa cura che ripone nell’edizione cartacea. Cosa non esattamente possibile al momento, su Kindle.

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