Dannazione, Steve

La giornata di ieri è stata una giornata difficile. L’ho trascorsa interamente davanti al Mac, quando non davanti al Mac davanti all’iPad. L’ho trascorsa in casa, leggendo articoli che altri avevano scritto su Steve Jobs. Leggendo le reazioni che altri avevano avuto nell’apprendere la notizia.

Le storie che giornalisti e blogger ieri e oggi hanno condiviso in rete, le loro emozioni e i loro pensieri: erano genuini, venivano da persone che volevano davvero parlare di Steve Jobs. Da persone che sentivano dentro di loro che dovevano dirgli qualcosa, ringraziarlo per quello che ci ha dato. I pensieri che molti hanno e stanno esternando non sono ridondanti, non sono di troppo, non sono esagerati e nemmeno falsi: sono il nostro modo di dirgli grazie. Ed è bellissimo, che così tante persone lo stiano facendo.

Alcuni non capiscono, cosa ci sia da ringraziare. In fondo, era solo il CEO di un’azienda. Ma chi dice che Steve Jobs era semplicemente un businessman, un grande venditore, non ha compreso appieno la sua figura. Perché Steve Jobs era molto altro. Ed era specialmente la passione che per tutta la vita ha messo nella costruzione dei suoi prodotti.

Ecco, parliamo di passione. Quelli di voi che l’hanno seguito negli anni ricorderanno l’entusiasmo spontaneo che ha sempre portato con sé sul palco, nel presentare al mondo il Macintosh, l’iMac, l’iPhone, l’iPad e tutte le restanti sue creazioni. Era sempre estremamente orgoglioso di ciò che aveva forgiato: ci credeva, lui più di ogni altro. Non realizzava quei prodotti solo per noi: li creava per se stesso. Li creava perché lui sarebbe stato il primo, fra noi, a desiderare di usarli.

Ha continuato a lavorare alla Apple fino ad un mese fa, fino a quando ha potuto, fino all’ultimo. Non riusciva a smettere di fare quello che faceva, perché amava farlo. La Apple non era un lavoro, per lui. Era un hobby. E quello che faceva alla Apple, quello che creava, era quello in cui credeva.

Ecco cosa ha sempre significato, per me, scegliere Apple: scegliere Steve Jobs. Le sue idee e la sua passione. Ci sono altre aziende qua fuori che fanno ottimi prodotti ma nell’acquistarli non ho mai provato la sensazione che ho avuto ogni volta che ho scelto un oggetto Apple. La sensazione che, come scrive Il Colophon, l’oggetto acquistato venisse direttamente dalle mani di Steve Jobs. Che fosse lui, a porgermelo. Che fosse un suo regalo a me. Un suo regalo all’umanità.

Quando diciamo che Steve Jobs ha influenzato le nostre vite non stiamo esagerando, e non stiamo ripetendo tutti una frase senza senso. Molte persone oggi lavorano grazie ad Apple. Gli sviluppatori della Panic, per esempio. Molti giornalisti tecnologici amano quello che fanno grazie al lavoro di Steve Jobs e alla sua passione, che è riuscito a trasmettere a milioni di persone.

Steve Jobs ha ispirato milioni di persone. Per usare la parole di una pubblicità da lui voluta: potete glorificarlo o odiarlo, ma non potete ignorarlo. E’ innegabile che il mondo dopo Jobs è un mondo diverso da quello prima di Jobs.

E’ vero quello che molti sottolineano: non ha inventato i computer e, se è per questo, neppure i cellulari. Ma – come ricorda Stephen Fry – nemmeno Henry Ford inventò il motore, né Dostoevskij né Tolstoy inventarono il romanzo e Walt Disney non scoprì per primo l’animazione.

Il merito di Steve Jobs, uno fra i tanti, è stato quello di esser riuscito a emozionare la gente con la tecnologia. A convincerci che i computer e i telefoni non dovevano solo essere utili ma potevano anche essere belli e trasmettere qualcosa. A creare degli oggetti nei quali la tecnologia fosse solo una delle due componenti. Oggetti che nascevano dalla fusione fra tecnologia e arti liberali, come lui stesso diceva.

Ha dato un’anima a dei computer che, prima del suo arrivo, erano beige.

***

Ieri ho trascorso la giornata leggendo articoli e soffermandomi su segmenti di vecchi filmati in cui Steve Jobs annunciava l’ultima sua creazione. A volte, spesso, i filmati non li guardavo, a dire il vero. Lasciavo semplicemente che la sua voce si diffondesse in sottofondo nella mia stanza.

E’ stata una giornata stancate, ieri, e arrivata la sera mi sono infilato nel letto, distrutto. Ma è stata necessaria. L’attaccamento morboso che ho avuto per le notizie, le storie, le immagini ed i video relativi a Steve è spiegabile in un solo modo: che ancora non volevo credere a quello che era successo. Che continuando a leggere racconti che lo riguardavano avrei in qualche modo potuto prolungarne la vita.

Poi oggi mi sono svegliato. Ho letto altri articoli: erano belli, erano toccanti; come quelli del giorno precedente. Ma domani, o comunque presto, diminuiranno e un giorno la gente smetterà di scriverli. Passerà oltre. Non perché la gente sia stronza, ma perché è giusto così. Perché la vita non si ferma davanti alla morte.

E anche io, presto, passerò ad altro. Oggi non ho consumato l’intera giornata davanti al Mac, ma ho fatto quello che avrei dovuto fare normalmente. E più tardi uscirò. Ho capito che Steve Jobs non c’è più, solo mi ci sono volute 24 ore per accettarlo.

Non sono mai stato bravo, con gli addii. Ho lasciato molte persone senza salutarle. Molte persone che forse non rivedrò mai più. Stavo per fare lo stesso. Ho pensato che era già stato detto così tanto e così bene, da gente più brava di me, che a cosa sarebbe servito un mio saluto? Poi ho capito che non sarebbe stato giusto, non questa volta.

Dannazione, Steve. Mi mancherai.

15 risposte a “Dannazione, Steve”

  1. Lucio Botteri ha detto:

    Come non sottoscrivere ogni singola parola. C’è davvero qualcosa che ci unisce, a noi fanboy. Spesso leggo i tuoi post, o quelli di altri Apple-addicted, e mi sembra di averli scritti io. Per questo ho iniziato a fare il tuo stesso lavoro (o meglio, a seguire il tuo stesso hobby). Ma siamo pochi, in fondo, siamo molti meno di quel che sembra. In una fila di centinaia di persone fuori a un Apple Store, ce ne sono due o tre. E solo noi possiamo comprendere il valore, e soprattutto il perché, di una lacrima il 6 ottobre 2011.

  2. passdani ha detto:

    Un gran gran pezzo, lasciatelo dire.

  3. Diego ha detto:

    Le stesse sensazioni, la stessa tristezza, la stessa consapevolezza…la stessa paura di restare un po’ orfani.

  4. Niccolò ha detto:

    Sottoscrivo totalmente ogni parola … Ci mancherai accidenti, e se ancora ci penso gli occhi mi si bagnano, perché dispiace veramente tanto che una persona con il suo genio e carisma se ne sia andata così prematuramente. Avrebbe potuto fare/dare ed insegnare ancora molto a tutti noi. Grazie Steve …

  5. box ha detto:

    Dannazione Filippo, gran bel tributo !

  6. Luca ha detto:

    La prima parte del commento va a te e al tuo blog, credo uno dei migliori in lingua italiana che si occupino del mondo Apple. Davvero complimenti.

    Poi viene Steve. Ero a Londra quando ho letto della morte di Jobs e subito ho sentito un vuoto, un vuoto davvero grande. Ho iniziato, come hai fatto tu, a consumare pagine su pagine leggendo qualsiasi stralcio parlasse di Steve, della sua vita, dei suoi pregi, dei suoi difetti; poi mi sono sorpreso ad accarezzare l’iPad, con il pollice, leggermente.

    So perché lo stavo facendo, perché come hai giustamente sottolineato tu Steve è in ogni suo prodotto, la sua stessa vita è li. Forse lo possono capire in pochi, ma fortunatamente io l’ho capito quando ho avuto per le mani il primo suo prodotto. Con Jobs non è morto un imprenditore, è morto un artista che mancherà a tutti coloro che hanno avuto occhi buoni per intravedere la sua arte.

    Bene, ora lasciamo che le nostre vite continuino.

  7. Filippo Corti ha detto:

    Grazie. I vostri commenti sono bellissimi.

  8. U241 ha detto:

    Ciao Steve, ci mancherai….

    :(

  9. Macs ha detto:

    Grazie. Mi hai emozionato!

  10. Adriano Meis ha detto:

    Un uomo cardine di questo e del secolo passato ci ha lasciato, il vuoto che lascia è innegabile, anche per chi fanboy non lo è mai stato.
    Ma ricordare una persona per quello che tu pensi sia stato piuttosto che per quello che sai che è stato lo ritengo non solo sbagliato, ma anche offensivo per quella persona e per quelle che l’hanno conosciuta realmente.
    Benché trollata possa sembrare ( perdonatemi in caso ) di trollata non si tratta affatto.
    Grazie Steve per tutto il pesce. :)

  11. andrea ha detto:

    Io ho fatto un doppio omaggio :-)

    complimenti di nuovo, ti sei proprio guadagnato il posto nella mia top sites su Safari :-)

    http://www.ipodmania.it/component/content/article/1-ultime/4044-dannazione-steve.html

    ciao
    andrea

  12. Braddd ha detto:

    Grazie!

  13. […] elogiato il carattere, la personalità, il modo di porsi quanto, piuttosto, quello che ha fatto. La passione che metteva in quello che faceva, la straordinaria visione, l’importanza che dava alle idee, […]

  14. Giò ha detto:

    Mi rispecchio in ogni tua parola e in ogni tua sensazione.
    Grazie.

  15. […] che mi sia capitato di leggere sul tema, scritto da Filippo Corti su MacBlog. Si intitola “Dannazione, Steve” ed è meraviglioso. Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the first to like this […]