tag: Art

Chiamami Adele

Wipawe Sirikolkarn ha analizzato i messaggi che si è scambiato per quattro anni durante una relazione a distanza – il risultato sono delle visualizzazioni molto minimaliste che raccontano la nascita (e la fine) di una relazione.

PERMALINK 1 COMMENTO TWEET

Sunspring: il cortometraggio scritto da un algoritmo

C’è Richard di Silicon Valley (Thomas Middleditch), è ambientato in un futuro non meglio definito, è un po’ bizzarro, confuso, e l’autore è un AI, “Benjamin“.

Si può guardarlo su Arstechnica, che scrive:

Benjamin is an LSTM recurrent neural network, a type of AI that is often used for text recognition. To train Benjamin, Goodwin fed the AI with a corpus of dozens of sci-fi screenplays he found online—mostly movies from the 1980s and 90s. Benjamin dissected them down to the letter, learning to predict which letters tended to follow each other and from there which words and phrases tended to occur together. The advantage of an LSTM algorithm over a Markov chain is that it can sample much longer strings of letters, so it’s better at predicting whole paragraphs rather than just a few words. It’s also good at generating original sentences rather than cutting and pasting sentences together from its corpus. Over time, Benjamin learned to imitate the structure of a screenplay, producing stage directions and well-formatted character lines. The only thing the AI couldn’t learn were proper names, because they aren’t used like other words and are very unpredictable. So Goodwin changed all character names in Benjamin’s screenplay corpus to single letters. That’s why the characters in Sunspring are named H, H2, and C. In fact, the original screenplay had two separate characters named H, which confused the humans so much that Sharp dubbed one of them H2 just for clarity.

PERMALINK COMMENTA TWEET

WowPod

Si chiama WowPod ed è il frutto del lavoro di due aristi russi, Aristarkh Chernyshev & Alexei Shulgin, nel rappresentare un iPod in formato gigante, perfettamente funzionante, dotato di cuffie di proporzioni enormi, in maniera tuttavia alquanto bizzarra, come se l’oggetto fosse visto riflesso in uno di quegli specchi che deformano le persone che gli si mettono di fronte.

[Via Make]

PERMALINK 2 COMMENTI TWEET

Il frutto della passione

Giovanni Morgia mi segnala per email delle opere fantastiche da lui realizzate, parte di una serie che ha chiamato Il frutto della passione. L’obiettivo di questa serie sarebbe disegnare particolari di prodotti Apple, come le cuffie di un iPod, il pulsante di avvio del Mac o la pallina di scorrimento del Mighty Mouse. Le opere sono veramente ben riuscite e ben fatte, tanto che non ci si può astenere dal fare dei complimenti al suo creatore, appunto Giovanni Morgia.

Dal suo sito è possibile vederle tutte (in totale per ora sono 7), gustandosele appieno. Di seguito vi propongo la presentazione ufficiale de “Il Frutto della passione”, che mi è pervenuta via mail, e a seguire le rimanenti opere dell’artista.

La serie il frutto della passione è una sorta di percorso circolare. Il punto di partenza è la passione per la pittura che sente l’urgenza di esprimersi appropriandosi, durante il tragitto creativo, di un’altra passione, quella per il computer ed il mondo tecnologico. E, inaspettatamente, l’unione di questi due mondi è felice e porta frutto.
Ecco allora una straordinaria produzione che, grazie proprio alla passione, rende meno freddo e distante il mondo della tecnologia, andando a scovare, nell’inerte materiale elettronico, un cuore che pulsa.
E’ così che la passione insegue se stessa ed il suo frutto.
Il frutto proibito di Adamo ed Eva.
La mela, che è anche il logo di Apple.
E il cerchio è chiuso.
Questa serie di opere, dunque,  racconta un rapporto di passione.
Il frutto della passione”, sboccia per primo, raffigurando proprio quella mela, logo di Apple, che ha significato il perdersi dell’uomo, preda dei suoi piaceri.
In un vertiginoso susseguirsi, prendono vita le altre opere, i cui titoli rimandano proprio a quel turbinio di passione che accompagna il nascere di un nuovo amore: “Accendimi” (il pulsante di avvio), “Ascoltami” (gli auricolari iPod), “Scrivimi” (la tastiera retroilluminata del portatile), “Sfiorami” (la pallina di scorrimento del mighty mouse), “Cantami” (il lettore mp3 iPod), “Cambiami” (il telecomando Apple Remote), .
Un tecno-feticismo, come raccontato nel volume “Il culto del Mac” edito dalla Mondadori: “i prodotti Apple appiono eccezionali. Viene voglia di toccarli, sentirli, accarezzarli…non è molto diverso dal sesso: si rimane colpiti da qualcosa e questo qualcosa deve essere assolutamente nostro…”

Read more »

PERMALINK 4 COMMENTI TWEET

Quando il Desktop si fa arte…

Vi avevo già mostrato, non so se ricordate, non molto tempo fa un’immagine in cui grazie alla particolare disposizione che era stata data alle icone del Desktop queste andavano a formare una figura; in quel caso uno squalo. A me personalmente quell’idea, di creare una composizione con le sole icone e il solo desktop, era piaciuta molto e mi era sembrata abbastanza originale.

Ebbene ho scoperto che quella era però solo una delle tante composizioni artistiche che sino ad ora sono state realizzate con lo stesso metodo: Maceisten ne ha pubblicate molte altre altrettanto belle (se non di più) e meritevoli di essere viste che vi ripropongo.

Eh, che artisti che abbiamo sul Mac? Dico, dove lo trovate uno con Windows che vi faccia una cosa simile?

PERMALINK 12 COMMENTI TWEET

Una scultura di Steve Jobs

Karen Caldicott è un artista con la passione per la scultura, in grado di realizzare sculture simili a disegni per il loro stile, con caricature efficaci e di grande effetto. Dal suo sito personale, karencaldicott.com, si accede ad un ampio archivio in cui sono presenti sculture relative a personaggi famosi della nostra epoca, che spesso siamo abituati a trovare su giornali, riviste o a vedere il televisione.

Fra queste ce ne è una che, noi Mac User, non possiamo ignorare: una di Steve Jobs, che recentemente ha fatto pure una comparsa nella celebre rivista Fortune. Mica male, no? Non la trovate ben riuscita? Io me la metterei in camera, se solo fosse in vendita. Potrebbe essere ottima per un’eventuale venerazione e redenzione nei confronti di Steve Jobs. Oh, guardate che scherzo…

[Via AppleGazette]

PERMALINK 7 COMMENTI TWEET

Il volto di Steve Jobs composto da prodotti Apple

Un mosaico realizzato da Tsevis (a cui avevo dedicato un articolo tempo addietro), che ha tentato, direi con un’ottima riuscita, di realizzare la faccia di Steve Jobs unendo, avvicinando e accostando fra loro centinaia e centinaia di prodotti Apple, utilizzandoli come piastrelle di un mosaico.

[Via Digg]

PERMALINK 17 COMMENTI TWEET

Frittura di iPod

In questi giorni sta tenendo una galleria a Milano, intitolata Fritto Misto, Mirko Credito, un artista la cui arte consiste nel prendere alcuni oggetti molto famosi, icone del nostro tempo, e farne una frittura. Un po’ quello che ha fatto all’iPod dell’immagine di inizio post che, c’è da dire, in quello stato, ha perso tutto il suo fascino. Exibart descrive la sua mostra nel seguente modo:

Per la sua prima personale milanese Mirko Credito espone un ciclo di lavori in cui icone e oggetti delle più comuni e diffuse abitudini vengono presentati sotto una luce ben lontana dalle scintillanti patinature di tanto mondo dell’arte: impanati e fritti

Se dunque in questi giorni proviate per caso il desiderio di vedere come si presenta un iPod Fritto, come quello in fotografia, o anche una delle bellissime Keyboard bianche della mela fritte, non vi resta che recarvi alla sua mostra.

[Via Applemania]

PERMALINK 1 COMMENTO TWEET

Non ne hai avuto abbastanza?