Peter Thiel si spiega

Lunga intervista del New York Times a Peter Thiel, uno dei primi investitori di Facebook, fondatore prima di PayPal (assieme a Elon Musk), poi di Palantir, che sostiene che i monopoli siano una bella cosa, che pochi mesi fa ha donato un milione e mezzo di dollari a Trump, che durante l’estate ha portato Gawker in tribunale – riuscendo a farlo chiudere per bancarotta – per un articolo che non gli è piaciuto su un suo fatto personale.

Una persona abbastanza orribile, insomma, ma da conoscere:

“Maybe I do always have this background program running where I’m trying to think of, ‘O.K., what’s the opposite of what you’re saying?’ and then I’ll try that,” he says. “It works surprisingly often.” He has even wondered if his most famous investment, Facebook, contributes to herd mentality.

When I remark that President Obama had eight years without any ethical shadiness, Mr. Thiel flips it, noting: “But there’s a point where no corruption can be a bad thing. It can mean that things are too boring.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *